Invia la tua poesia

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4 thoughts on “Invia la tua poesia

  1. Andrew j a Bulfone il said:

    Mi fermo nella notte

    Mi fermo nella notte
    Assetato di te
    Mentre respiro quest’ aria
    Sento il tuo profumo
    Odore di glicini e sentori di mandorle
    Vedo stelle
    E luci di mondi lontani
    Appaino galassie
    E infinite stelle son lì
    In questo cielo
    Son qui ed il mare
    Bagna i miei piedi
    Mentre tiepida l’ aria della notte
    Scorre sulla mia pelle
    Sento brividi che mi fanno tremare
    Scorrono tenue sul viso
    Lacime che scivolano amare
    Questa luna sottile nel cielo
    Lo splendore del firmamento
    La sabbia fine di questa spiaggia
    Che trattiene le mie orme
    Come memoria labile
    Del mio passaggio
    Mentre mi immergo
    in questo universo
    Mi chiedo tutto ciò
    per chi sia.

    Andrew J A Bulfone

  2. emanuele il said:

    L’autunno una delle tante stagioni.
    Ascolta il vento tra gli alberi,non odo suono di foglie cadenti.
    l’uomo tace,l’anima l’associa nel momento.
    Oh mio vento,oh mio tempo,quasi mi perdo nel momento.
    Sarai per me un frutto dell’Autunno,sarai per me tempo di tempesta!.
    Quanti segni,quanto male regna nel tempo.
    La storia di questo momento, è l’attimo in cui ti perdo.
    Tornerai da me come nella stagione autunnale ,sarai la foglia che torna sull’albero in primavera.
    Il germoglio della mia primavera,ti vedremo arrivare da me pura,silenziosa come una stagione!.
    Ti vedremo anziana è insieme oneremo l’Autunno,pensando che come le foglie,siamo caduti da gli alberi, momenti di noi,momenti di te.

    Poesia di Emanuele Guazzo

    • Emanuele Guazzo il said:

      Rugiada tu sei
      l’animo dei sogni miei
      l’inizio del dannato
      l’amor mio sfegatato.
      Ardente passione del cuor mio che negar non posso
      Cosi chiaro che schiarisco il cielo di notte
      Cosi chiaro,che il Mare confronto tale sembra avere solo rive
      Dannato e sfacciato amore,dannata femmina che l’anima mia ti prendi
      non lasciarmi l’amaro,lasciami lo zucchero cosi che dalle tue labbra penderò come
      Caffe”

  3. giuseppe cataldi detto capodiluce il said:

    io scrivo poesie che diventano canzoni, per oggi niente da fare ma per il futuro mi piacerebbe se le date non coincidono con miei concerti a presentarle…fuori da concorsi che non gradisco, grazie eccone una
    Aeroplano
    Conosco un tale che vive su un albero
    e tira dal petto lacci di luce sottili,
    ami gentili per colonie di sussurri
    che sotto stanno male e non sanno che fare
    Spaesato, a volte furente
    sull’albero ha messo un piano e lo calpesta
    come fosse terra pur nella soprelevazione
    a carponi, in piedi sbracciando ed ogni altra azione.
    Areoplano portami lontano scia di luce dammi un po di pace
    ma che strano è il volo dell’aeroplano parole come un motore
    distese sulle ali vanno incontro al sole.
    Mi dirai uno dei soliti folli
    quelli che d’improvviso presi dai rimorsi
    con un piede provano a saggiar la scala:
    una voragine in quel mondo non è cosa rara
    Lui spara tresche piegate in un foglio
    così magari la forma che non attira
    può concedere un alibi alla mira
    per farle arrivar lontano a forma d’aeroplano
    L’ho visto saltare su un laccio di luce
    metterci un sellino per non farsi male
    e scivolare con un fruscio riprendendo colore
    raggiungendo un altro albero di quelli parlanti
    di quelli che ascoltano di quelli che tremano e piangono
    e ridono e sorridono ai saltimbanchi
    E’ un uomo solo anche se gli stanno intorno per buona compagnia
    Lui fa e mette tutti d’accordo ma è matto o forse è sordo!
    Ma non sono io come potevi pensare!
    io sono solo quello che raccoglie gli areoplani
    li appallottola e li mette in un cuscino
    perché la tenerezza fa dormire bene
    e perché li leggo tutti e ne tengo il conto ed il mio petto collegato,
    è un registratore dell’altro mondo!

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