Una poesia di Fernando Della Posta

L’ozio che si abusa si rivolta in tedio,

si appassisce si scompare si finisce

a seviziare un armadio come fosse un papero.

Inizi a far discorsi che tra poco

dimenticheremo, come sogni dentro a un buco.

Così, nella minuziosa chiaria domenicale

andiamo per strada a fare domande

alle divinità degli isolati, agli incancreniti attori

degli autosaloni, delle pasticcerie e dei bar

dei palazzi dalle finestre vocianti e mute:

“diteci, se amore come morte vive

mentre tutto il resto intorno a noi uccide

o se come un balsamo fodera di smalto

ciò che è stato e ciò che non”.

S’affaccia alla finestra una massaia

batte una tovaglia come una preghiera.

 

(da Fernando Della Posta, “Sembianze della luce”, Giuliano Ladolfi Editore 2020)

 

Fernando Della Posta è nato nel 1984 a Pontecorvo in provincia di Frosinone, è laureato in Scienze Statistiche, vive a Roma e lavora nel settore informatico. Numerosi sono i premi letterari ottenuti e numerose sono le sue recensioni e le sue sillogi reperibili su diverse riviste e diversi blog letterari come Neobar, di cui è redattore, Poesia del Nostro Tempo, Words Social Forum, Viadellebelledonne, Poetarum Silva, L’EstroVerso e Il Giardino dei Poeti. Ha pubblicato le raccolte di poesie “L’anno, la notte, il viaggio” per Progetto Cultura nel 2011, “Gli aloni del vapore d’Inverno” per Divinafollia nel 2015, “Cronache dall’Armistizio” per Onirica nel 2017, “Gli anelli di Saturno” per Ensemble nel 2018, “Voltacielo” per Oèdipus nel 2019 e “Sembianze della luce” per Giuliano Ladolfi nel 2020.

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