Una poesia di Anila Dahriu

STIAMO VIAGGIANDO

 

Stiamo viaggiando verso quel mondo

azzurro e inqueto nello stesso tempo;

stiamo viaggiando verso un filo tagliente

e si sentono le crepe delle nostre case nuove.

Imbarazzata osservo una bambina

con la veste di una mummia

che sorride davanti alle telecamere.

Dietro  a lei gli scheletri interi dei bambini

sotto la cenere e le bombe

che, pregando,

allungano le mani  verso il cielo.

Stiamo viaggiando sotto le stelle

inquinate dai robot umani

che comprano  grattacieli

con fiori che fioriranno solo un attimo

e poi moriranno nel loro crudele destino

buttandosi nel vuoto.

Stiamo  morendo nell’ unico abisso

del non comprendere l’altro

carezzando il vento

che furioso invecchia il futuro,

perché le preghiere e le lacrime non bastano  più …

Per perdonare il nostro rancore,

per il tempo sprecato

in mezzo ai gioielli e ai peccati compiuti

che forse luccicano anche quando siamo cadaveri

nei forni pieni di fiamme.

Stiamo viaggiando

per dimostrare la nostra pochezza

e profumando il nostro ego,

e dimentichiamo che cosa è l’amore

e le parole dolci che come  i fiumi piangono

e vomitano i veleni…

La bambina con la veste della mummia vecchia

ride con i bambini scheletrici

che, sempre più tristi,

con  le mani e le labbra cercano succhiare il latte

del seno rubato

e sottoterrato dagli orchi ovunque è possibile.

Gli animali disegnati nella borsa fatta con la loro pelle

Urlano,

tentano di scappare nel bosco,

mentre la natura si ribella contro i mostri invisibili.

La bambina con la veste della mummia ride

e ride sempre mettendosi in posa

davanti agli uomini che misurano il suo futuro.

I bambini scheletrici svaniscono,

ma le mani rimangono fuori dalla sabbia dolente.

Stiamo viaggiando con i mostri

con le giacche stirate alla perfezione:

orchi, banditi che leccano le cosce dei bambini

dietro la plastica del cellulare,

prostittute moderne  con le labbra di plastica,

con le rughe tirate e le smorfie nei visi  spenti

e gli sguardi  perduti…

Hanno perso i clienti

per colpa delle maschere e dei guanti.

Urla la terra e richiama l’ignoto

che sbrana le nuvole ferme nel cielo limpido

e quella bambina innocente cade nel vuoto

strappando tutto,

mentre vola nello spazio senza costole.

I suoi occhi verdi non vedono più la vita

e il respiro giace nell’attesa del giudizio.

Solo stringe la borsa di pelle

e intanto il vestito si stacca lasciandola nuda nel buio.

I bambini scheletrici non piangono più,

non si lamentano per il latte mancato,

sono felici  immersi nel letto della morte,

lì hanno trovato il paradiso…

Stiamo viaggiando con la pancia sbranata

e gli occhi abbandonati alle tenebre…

Adesso mi accuserete che scrivo perché sono infelice,

e perché piango per una bambina mentre  invecchia

mai senza giocare con le bambole.

Appena nascerà il sole

Dove saranno quei  bambini

sbranati dalla malvagità del paradiso

che non esiste?

E  dove i secoli  nostri

affamati e perduti nel sospiro delle sfilate

che mordono i capezzoli…

lasciando una scia indistinta di bava e di dolore?

 

Anila Dahriu è nata nel 1970 a Valona, Albania. Appena diplomata all’Istituto Industriale si è iscritta alla Facoltà di Lettere che abbandona a causa della guerra civile.

Sposa un italiano e dal 1997 al 2009 vive a Prato. Poi decide di trasferirsi in Calabria nel 2010. Ha pubblicato, in lingua albanese, La porta di se stessa, Lascia che io venga con te, Non ferire il mio sentimento, Brivido di fata, Verso l’ignoto”. In italiano” Fra le costole del peccato”, 2013, con testo albanese a fronte.

E’ stata segnalata al “Premio Farina” a Roseto Spulico (Calabria) (giugno 2014). Ha vinto il “Premio Terre Lontane “Spezzano Albanese, Calabria (dicembre 2014), il premio “Don Luigi Di Liegro” a Roma. (2015)

Nel 2016 pubblica con la casa editrice” LEPISMA” sede a Roma il libro con le poesie Siamo soliti pensare. E nel 2017 ripubblica Fra le costole del peccato edito da Consenso Publishing, 2017 Rossano –Corigliano.

L’associazione internazionale degli scrittori Bondani, con sede a Bruxelles e Pristina, ha deciso di assegnare il premio internazionale DARDANICA alla signora Anila Dahriu, Albania / Italia, Macedonia settentrionale. Questo è un premio onorario e viene dato con la motivazione per l’autore originale e la scrittura autentica. Questo premio, IWA Bondani dà ogni anno il 27 novembre”.

Lavora e vive a Mirto Crosia Calabria, scrivendo e tradurre vari poeti e scrittori italiani e albanesi conosciuti che in Italia e nel mondo. Collabora con diversi giornali del posto “La voce” di Corigliano-Rossano (Calabria), Roma, e il giornale “Mapo” con sede a Tirana in Albania.

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